Infezioni ospedaliere: due risarcimenti ottenuti in via stragiudiziale

Lo Studio Legale Colletti ha recentemente ottenuto, in via transattiva e prima di iniziare un procedimento giudiziale, ben due risarcimenti riguardanti i decessi di due pazienti causati da infezioni ospedaliere presso un ospedale abruzzese. 

Il Sig. R.D.B., ricoverato presso il Reparto di Neurochirurgia, a seguito di un intervento riuscito, contraeva una infezione da Proteus mirabilis (infezione alle vie urinarie) che, in poco tempo, anche per un trattamento non corretto, lo portava ad uno shock settico e, successivamente, alla morte.

Invece il Sig. T.D.P., ricoverato nel medesimo reparto ma in altro periodo, contraeva una multi-infezione causata da Pseudomonas aeruginosa e Staphylococcus aemolyticus che, aggravandosi, lo aveva velocemente portato ad una polmonite bilaterale e poi al decesso.
Prima ancora di intraprendere una procedura giudiziale i (pochi) parenti dei due sfortunati pazienti, con la consulenza dello Studio, riuscivano ad impostare una trattativa con l’Assicurazione della Asl e, a fronte di alcune rinunce da parte degli stessi, ci si riusciva a mettere d’accordo a fronte di un pagamento di una somma pari ad € 300.000.
Pur consapevoli che in giudizio sarebbero riusciti ad ottenere di più ma con l’aleatorietà di un processo e la lunghezza dello stesso, entro 6 mesi dal primo contatto con lo Studio si raggiungeva un accordo.

 

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Tribunale di Pescara: condannata per 900mila€ la clinica Pierangeli per decesso di un paziente

Lo Studio Legale Colletti ha ottenuto una nuova sentenza positiva per un altro caso di responsabilità medica.

Al paziente, ricoverato presso la Casa di cura Pierangeli, nonostante l’anzianità, era stato impropriamente consigliato un intervento chirurgico per un aneurisma dell’aorta addominale.

A seguito dell’intervento, non riuscito, si sono susseguiti altri due interventi riparatori ma, nonostante le cure del caso, il paziente è purtroppo deceduto dopo pochissimi giorni.

La Consulenza Tecnica d’Ufficio disposta dal Giudice ha verificato tutta una serie di errori medici a partire proprio dalla scelta dell’intervento, nonostante la  palese rischiosità, senza informare preventivamente il paziente che in quel momento lo stesso intervento non era necessario potendo aspettare almeno altri 6 mesi per sottoporsi ad esami comparativi e verificare l’andamento della malattia. Vi era pertanto una lesione del consenso informato.

Secondo il Consulente, inoltre, gli errori hanno riguardato anche la fase pre-operatoria nonchè la fase di esecuzione dell’intervento stesso, avendo utilizzato una tecnica chirurgica errata rispetto le comorbidità del paziente, sottovalutate e che hanno poi portato al fallimento della prima operazione e, quindi, al successivo decesso.

Dimostrato, quindi, il nesso di causalità tra l’intervento ed il decesso il Giudice Unico Dott. Falco ha liquidato i danni, jure proprio ed jure hereditario, secondo le cd. Tabelle di Milano, liquidando agli eredi una somma pari ad € 880.000 di risarcimento.

A questo link è possibile leggere il contenuto della sentenza: Sentenza Trib. Pescara 2073/2016

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Tribunale di Pescara: danno da perdita di chance per ritardo diagnostico

Lo Studio Legale Colletti ha ottenuto un nuovo risarcimento a favore di una propria assistita riguardante un danno da perdita di chance.

La paziente, operatasi al ginocchio presso la Casa di cura Pierangeli, non era stata informata dai sanitari della presenza di una opacità nodulare sospetta emersa durante una Rx Torace in fase pre-operatoria.
oncologiaQuella opacità, nei mesi successivi ed attraverso altre casuali indagini diagnostiche, si era dimostrata essere una neoplasia polmonare che ha portato, come conseguenza immediata, ad un intervento di resezione polmonare con chemioterapia adiuvante.

A seguito di una consulenza tecnica d’ufficio, il Giudice ha condannato la Casa di cura, con relativa assicurazione, al risarcimento del danno da perdita di chance (valutato dalla Ctu in una percentuale del 25%), quantificandolo in € 81.000 oltre al risarcimento del danno di natura temporanea poichè la neoplasia è stata scoperta solo 1 anno dopo.

In totale lo Studio Legale Colletti è riuscito ad ottenere un risarcimento, comprensivo di interessi, per la propria assistita di oltre 150.000€.

 

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Malasanità: decesso sospetto dopo caduta – risarcimento di 165.000€

Lo Studio Legale Colletti ha ottenuto un ottimo risarcimento per i loro Assistiti successivo ad un decesso molto sospetto avvenuto presso una Asl abruzzese.

Cosa era successo?

Un anziano signore, sofferente già di varie patologie, ricoverato presso il Reparto di Geriatria, due volte consecutive cadeva dal letto, prima per un difetto dell’impianto frenante del letto, e, successivamente, a causa della mancata presenza di contenzione.

Ma, la cosa più grave, era che i sanitari avevano omesso di preparare la scheda inerente la Scala di Conley, ovvero la valutazione degli strumenti di misura del rischio caduta dei pazienti.

A causa delle cadute si era reso necessario un intervento neurochirurgico per la comparsa di un ematoma sottodurale e, dopo che la situazione pareva stabilizzata, l’anziano veniva dimesso, morendo, senza una autopsia, venti giorni dopo le dimissioni dall’ospedale.

La particolarità e la difficoltà del caso derivava proprio dal decesso avvenuto fuori e tempo dopo l’avvenuta dimissione, provocando così una possibile elisione del nesso di causalità tra l’inadempienza ed il decesso.

Dopo la perizia del nostro Consulente e lunghissime trattative con l’assicurazione della struttura pubblica, si è arrivati ad un risarcimento per totali 165.000€.

Vero che per una situazione del genere il risarcimento sarebbe potuto essere molto più alto ma, quando le possibilità di vittoria in un giudizio sono inferiori al 50%, è molto meglio arrivare ad una transazione piuttosto che far spendere soldi ai Clienti per poi non riuscire ad arrivare a nulla.

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Malasanità: errato intervento all’anca: risarcimento di 70.000€

Negli ultimi giorni lo Studio Legale Colletti, dopo una causa durata 4 anni ed ancor prima di arrivare ad una sentenza, è riuscito a chiudere, grazie ad una transazione con l’assicurazione di una Asl abruzzese, un risarcimento danni per 70.000 €.

Cosa era successo in questo nuovo caso di malasanità?

Artoprotesi anca - malasanitàUna signora si era sottoposta ad un intervento chirurgico di artroprotesi di anca ma, a causa di un intervento errato, causato anche da un banale errore di calcolo da parte dei sanitari della Asl, dopo l’intervento si è accorta di avere un dismetria rilevante di ben 5 cm la quale ha portato ad una fastidiosa zoppia e conseguentemente a problemi sia del ginocchio che della schiena.

Grazie al risarcimento ottenuto finalmente la signora potrà rioperarsi.

 

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Danni da emotrasfusione: risarcimento dopo 17 anni

Una vincenda di malasanità e malagiustizia che lo Studio Legale Colletti ha affrontato e vinto dopo ben 17 anni di processo e dopo un primo grado perso ingiustamente.

Una donna, nel 1994, subisce delle emotrasfusioni necessarie durante un intervento chirurgico.

In primo grado il Consulente d’ufficio nominato dal Giudice dichiara che non si raggiunge la piena prova che la trasfusione praticata potesse essere infetta e, per questo, la domanda viene respinta.

In appello, con una nuova Consulenza Tecnica d’Ufficio più interessante da un punto di vista medico-legale, emerge come, in verità, il contagio da epatite possa avvenire non esclusivamente a causa di plasma infetto, bensì anche a causa di infezione maturata durante l’operazione chirurgica stessa.

Dopo ben 17 anni di processo, finalmente la donna è riuscita ad avere un risarcimento di oltre 200.000 euro per il danno occorsole.

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Corte Appello L’Aquila, 110-2014

Mancata diagnosi al neonato: 2 milioni di euro di risarcimento

Lo Studio Legale Colletti si è occupato di un aspetto particolare della responsabilità medica.

Nel procedimento in questione, iniziato nel 2000 e terminato nel 2009 con un risarcimento di quasi 2 milioni di euro, la struttura ospedaliera aveva omesso di effettuare delle indagini riguardanti delle malattie metaboliche altamente invalidanti, nel caso la Fenichetonuria.

La diagnosi precoce di questa sindrome, seguita da una dieta molto stringente (a basso contenuto proteico), riesce a far evitare molti suoi esiti infausti, come problemi nello sviluppo intellettivo e nella crescita.

I genitori, non messi a conoscenza della problematica, si sono resi conto di tutto ciò solo a seguito della nascita del terzo figlio, a cui venne diagnosticata la medesima sindrome. Dopo un controllo generalizzato sulla famiglia è emerso che anche la figlia nata 5 anni prima soffriva della medesima malattia.

La Consulenza Tecnica d’Ufficio espletata ha dimostrato chiaramente come gli effetti dell’omessa diagnosi hanno provocato una menomazione dell’integrtià psico-fisica prossima al 100%, la pressochè totale incapacità al lavoro ed alla vita di relazione, la sofferenza di grado elevato e la necessità di assistenza continua.

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Trib. Pescara 28.04.2009

Errore durante il parto: maxi-risarcimento nel 2005

Con una chiara sentenza disposta dal Giudice Istruttore dott. Fiore, lo Studio Legale Colletti è riuscito a faro ottenere ai propri assistiti un maxi-risarcimento di oltre 1 milione e mezzo di euro alla famiglia di un piccolo bambino che ha subito una invalidità del 100% causata dalla negligenza dei sanitari dell’Ospedale di Atri durante l’espletamento del parto.

A bene vedere nel caso concreto vi era stata una duplice negligenza: da una parte l’eccessiva attesa prima di espletare il parto – oltretutto negando un parto cesareo d’urgenza, dall’altra la mancata ossigenazione del piccolo neonato appena dopo il parto.

Il Giudice ha stabilito come già dal tracciato cardiotocografico era evidente la sofferenza fetale, visibile dalla presenza di numerose e profonde decelerazioni variabili, e che il comportamento dei sanitari nella somministrazione di una farmaco ossitocico senza controllo è stato caratterizzato da una forte imprudenza ed imperizia.

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Trib. Atri n. 176-2005

D.B: Risarcimento per malasanità in 4 mesi

A fine 2014 si è rivolta al nostro studio la Sig.ra A.D.B. lamentando un danno causato dalla negligenza degli ortopedici della Ausl di Chieti nell’esecuzione di un intervento chirurgico a causa di una frattura del polso.

Dopo aver iniziato un procedimento ex art. 696bis, e dopo le operazioni peritali a mezzo del Consulente Tecnico d’Ufficio scelto dal Giudice, si è riusciti, in soli 4 mesi a raggiungere una conciliazione con l’Azienda ospedaliera e far avere un pieno risarcimento alla nostra Cliente.

Una particolarità del caso concreto è, oltre alla velocità dell’avvenuto risarcimento, il fatto che, nonostante il danno riguardasse una lesione c.d. micropermanente, per il relativo risarcimento si sono potute utilizzare le tabelle del Tribunale di Milano, molto più alte rispetto a quelle previste dal Codice delle Assicurazioni Private.

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